La "Beata"  casta - LAETITIA CASTA: la prima volta sul set con Stefano Accorsi. La nostra storia dura perchè siamo due pazzi!  da Menstyle.it

A metà febbraio è uscito nei cinema francesi il primo film dove Laetitia Casta e Stefano Accorsi  lavorano insieme: La jeune fille et les loups, diretto da Gilles Legrand. Laetitia interpreta una ragazza con la passione per i lupi, mentre Stefano Accorsi è Giuseppe, una specie di buon selvaggio, che vive tra le montagne. Come è stato lavorare con il suo compagno?  «Stefano è un attore fantastico. Nelle scene che abbiamo girato insieme, ho visto di fronte a me solo il personaggio. Il nostro privato non ha influito». Quindi la regola che vi eravate imposti − «mai sullo stesso set» − è superata? «Totalmente». Com'è la vostra vita, lavoro a parte?  «Siamo due pazzi. A lui piace che io sia felice, a me piace che lui sia felice... Lalalalalalala... Quando lui gira un film, io lo seguo, e lui fa lo stesso con me. Siamo una specie di famiglia gitana». Allora vi converrebbe davvero lavorare insieme.  «Magari dal punto di vista professionale sarebbe un po' limitante... Lo sa, è dall'inizio che lei mi fa domande sulla mia vita di coppia. Il fatto è che io non ho ancora capito come funziona. Forse, se avessi ottant'anni, potrei fare un bilancio, ma sono troppo giovane». Lei è diventata madre la prima volta a 23 anni. Perché così giovane?  «Non l'ho pensato, mi è venuto. Certe cose, se ci rifletti sopra, non le farai mai». Anche lei, come il suo personaggio, potrebbe innamorarsi, o almeno, provare attrazione per un buon selvaggio?  «Certo. Lei no? Io guardo l'anima di una persona. L'amore è complicato, non si può prevedere. Conosco donne che sono andate in Africa e hanno sposato uomini Masai. La vita è bella per questo». Per l'imprevedibilità? «La cosa che mi piace di più è conoscere qualcuno che mi fa cambiare idea». Lei ha detto spesso di avere un carattere maschile. Dare voce a chi sei veramente è la parte maschile. Tutte le donne ce l'hanno, così come tutti gli uomini hanno un lato femminile. Che consiste nell'aprirsi al mondo, nel non pensare solo a se stessi. Parliamo anche di differenze imposte dall'esterno, dalla società? Mi vengono in mente le donne "rifatte". Pensano di essere libere. Non sono d'accordo. Lo hanno scelto in funzione dello sguardo degli altri. Per me non rappresentano la vera donna. Purtroppo ci dimentichiamo spesso di qu'est-ce que la femme. Il personaggio di Stefano Accorsi nello spettacolo teatrale Il dubbio è un prete sospettato di pedofilia. Che cosa pensa degli scandali che hanno coinvolto la Chiesa in questi ultimi anni? Il male è male per tutti. Oggi ho letto sui giornali di abusi compiuti sui bambini di un orfanotrofio. Non è un problema della Chiesa. Lei è credente? Sono atea. Lei ha detto: "Un'attrice, un attore... La gente non ci avrebbe mai creduto. Non mi frega niente di quello che pensa la gente. Da qualche mese si fanno gli stessi discorsi anche per un'altra coppia: Carla Bruni e Nicolas Sarkozy. Nessuno può prevedere se un amore durerà. Di loro si è parlato troppo, non mi va di aggiungere altro. Neppure un commento sul fatto che si tratta di una coppia italo-francese come la sua, anche se a parti invertite? Questo lo considero positivo. È bello che le culture si mescolino. Per il resto, a me interessa quello che il mio presidente farà per la Francia, non quello che fa nel suo letto. C'è prevenzione nei confronti delle modelle, delle donne che lavorano nello spettacolo? «C'è invidia per chi vive una storia d'amore. A me, invece, fa piacere vedere due persone che si amano: è la cosa più bella del mondo. Non voglio dare giudizi».  Leggi l'intervista completa su Vanity Fair n. 10/2008

LAETITIA CASTA - Photogallery Vanity Fair n. 10/2008 - Ph. VINCENT PETERS