Il "Beato" dannato - GUILLAUME DEPARDIEU: Un'infanzia senza amore. Un'adolescenza segnata da alcol, droga e carcere. E poi la decisione di amputarsi una gamba a causa di un incidente in moto. Intervista al figlio di Gérard Depardieu...- da Style.it - Foto di Regine Mahaux da Vanity Fair
Un'infanzia
senza amore. Un'adolescenza segnata da alcol, droga e carcere. E
poi la decisione di amputarsi una gamba a causa di un incidente
in moto. Intervista al figlio di Gérard Depardieu...Lo si
capisce lontano un miglio che per Giullaume Depardieu, figlio
del grande attore francese Gérard, parlare con una giornalista
non è il massimo del divertimento: si sottopone all'esercizio
solo perché sta uscendo La
duchessa di Langeais, l'ultimo film di Jacques Rivette,
nelle sale italiane dal 13 luglio.
...Le è piaciuto portare Balzac al cinema? «No, perché
nella vita detesto gli amori che portano alla distruzione di sé.
I rapporti fra le persone sono complicati, fra un uomo e una
donna, poi, quasi impossibili. Eppure mi piace ancora credere
che sia necessario amarsi, se perdessi questa speranza sarebbe
la fine. Quando mi innamoro cerco sempre di far funzionare le
cose, anche se non ci riesco spesso. Ma i conflitti sterili e
crudeli non mi attirano». ...La
scomoda operazione di lavare i panni sporchi in pubblico, come
lei ha fatto in molte occasioni e soprattutto pubblicando Tout
donner, richiede molto coraggio. «Non mi sono servito
dei mezzi di informazione per lavare i panni sporchi: il fatto
è che ho una personalità che innervosisce la gente, e questo
lascia spazio a molte fantasie. Dicendo quello che c'era da dire
mi sono guadagnato la libertà. Ora che tutti hanno scoperto che
non sono un uomo tiepido e che la mia vita non corrisponde ai
criteri del politically correct nessuno parla più di me come
prima: tutti pensano di sapere tutto e mi lasciano in pace. Le
assicuro che sto molto meglio!». ...Beveva
molto? «Ero un alcolizzato. E visto che nella mia famiglia
il vizio del bere lo si tramanda da generazioni, ho preferito
interrompere la tradizione. Ci sono troppe persone che sognano
per me un destino da poeta maledetto, come Rimbaud, morto a 37
anni. Ho un paio d'anni scarsi a disposizione, preferisco
arrivarci in buono stato». ...La
«tentazione» di una vita normale è forte per tutti. Forse lo
è anche per lei. «Ho fatto il giro di tutte le cattive
esperienze. Sono stato un drogato, un alcolizzato, ho conosciuto
il carcere. Esistono persone capaci di distruggersi e al tempo
stesso di ricostruirsi, io preferisco fare una cosa alla volta:
ora vorrei imparare a dare il giusto valore alla vita».
GUILLAUME DEPARDIEU - Fotogallery Vanity Fair n.28/2007 - foto di Regine Mahaux