GIORGIA WURTH: VI CHIAMERO' CICCIOLINI MIEI!

Lei è la nuova Ilona Staller. Non è una bufala. Nel chiacchieratissimo film tv di Sky sarà lei a dividere la scena con Violante Moana Placido

da Maxim.it - di Gabriele Ferraresi - foto di Paolo Gandola

Giorgia WurthAll’inizio erano in tre: lei, Sarah Felberbaum e Violante Placido. In lizza per interpretare la donna che ha fatto perdere milioni di diottrie agli italiani, Moana Pozzi. E alla fine l’ha spuntata la figlia del Commissario Cattani. Cicciolina invece sarà Giorgia Wurth, porcellana italo-svizzera cresciuta in Liguria. Forse l’avrete vista in Ex di Fausto Brizzi, dove si fa circuire amorevolmente da Claudio Bisio, o più semplicemente vi sarete fatti incantare dai suoi occhi azzurri in un qualunque annuncio Rai. O anche in Un posto al sole. O nella fiction Il bene e il male. Insomma, è difficile che Giorgia Wurth passi inosservata: ma come la vedete in queste pagine, credo sia accaduto raramente. Anche perché se le riprese della fiction su Moana che andrà in onda su Sky tra qualche mese – si sa poco altro – sono partite solo a fine marzo, e balzato fuori dal nulla un hype raro per una produzione made in Italy. Ci sembrava quindi opportuno parlarne con Giorgia, una meticcia mezza zurighese e mezza ligure.

Ligure di dove?
Sono cresciuta a Varazze, dove tutti i milanesi come te hanno la seconda casa!

In Ex interpreti una cassiera che viene intortata dallo psicologo Bisio: nella vita sei mai stata intortata?
Quasi sempre, chi non lo è stato? Ora sono impegnata, spero che non mi stia intortando.

Volevo chiederti di un film di cui ho letto nel tuo blog: Capitan Basilico.
E’ un piccolo kolossal ligure, il regista è Massimo Morini, il leader dei Buio Pesto. è un gruppo famosissimo in Liguria, riempie gli stadi, e fa cover demenziali in cui Mistero di Ruggeri diventa Clistere! Interpreto una supereroina cattivissima che miniaturizza i monumenti per vendicarsi dei tradimenti di Capitan Basilico…

Parliamo di Moana Pozzi: secondo te perché ha segnato in questa maniera irrimediabile il nostro immaginario?
Lei è diventata un mito perché è morta giovane, e morire giovane le ha regalato l’eternità. è stata la prima pornostar “pensante”, una bellissima donna, imponente, fredda, un po’ glaciale. Se riguardi le sue interviste, quando era ospite in tv, aveva una testa. E ha segnato anche le donne.

Chi tra Moana e Cicciolina ha segnato di più gli italiani?
Entrambe. Erano complementari, anche a livello “artistico”, per come si ponevano nei film, Cicciolina era come se dicesse “Prendimi, sono tua”, mentre Moana era più “Prendimi, ma io resto mia”.

A quale delle due ti senti più simile?
Direi a nessuna delle due, mi sento decisamente poco geisha, con gli uomini tendo a mostrare il lato peggiore di me. Se gli mostro il lato peggiore e lui resta, allora vuol dire che mi ama.

Sei innamorata in questo momento?
Sì.

Cicciolina e Moana rientrano in quella golden age dell’hard che sono stati gli anni ottanta: decennio irripetibile?
Ogni decennio lo è. Io poi ho una concezione del tempo circolare, ma è un altro discorso. Per quanto ricordo di quegli anni, forse sono stati gli ultimi in cui c’era ancora il concetto di trasgressione. Oggi la vera trasgressione è la verginità, viviamo in un’epoca di pornografia intellettuale.

Per interpretare Cicciolina quanti film suoi ti sei già vista?
Ne ho già visti due, Diva Futura e Cicciolina e Moana ai Mondiali, e soprattutto quest’ultimo è un capolavoro del genere! C’è quell’attore che fa Maradona, Ron Jeremy, basso, peloso, che è fantastico, ho cercato un po’ in Internet, in America lo adorano… Cicciolina e Moana ai Mondiali è un cult che decisamente consiglio.

Ci sono state un po’ di polemiche, con Cicciolina che da Chiambretti si è lamentata di non essere stata interpellata… vi siete mai viste di persona?
Purtroppo no, ma mi piacerebbe molto parlarci, organizzare un incontro, davvero.

Guardi spesso Film hard?
Sì, in passato mi è capitato, ma per ridere! Poi ne guardi dieci minuti, vai a mangiare, torni, non è che ti metti a seguire la trama con attenzione. Mi hanno sempre fatto un effetto un po’ comico.

Sul tuo blog ho letto un intervento di Franco Trentalance…
Ci siamo conosciuti sul set di un horror in cui lui faceva il serial killer e io la vittima, lui è un tipo molto zen, una persona molto piacevole. E poi il mondo del porno mi ha sempre incuriosito, sono stata anche su un paio di set, mi ha colpito molto, per gli attori ci vuole molta concentrazione.

Fai molta vita notturna o sei una donna da plaid e pantofole?
Zero vita notturna! Vivo a Roma, sto quasi sempre a casa, ogni tanto vado a teatro, a cena da amici, e mi guardo le serie televisive: ultimamente sto impazzendo per 24.

Perché gli esseri umani hanno questo bisogno di pornografia?
Innanzitutto, perché l’essere umano è anche e soprattutto un animale, ed è una parte che non si può ignorare, e poi bisogna anche vedere che cosa intendiamo per pornografia. Per me certi programmi in televisione sono pornografia allo stato puro, e lo stesso vale per certi presentatori. Alla fine i film hard sono onesti. 

GIORGIA WURTH - MAXIM Aprile 2009

GIORGIA WURTH - Fotogallery


L'INQUIETUDINE DI GIORGIA WURTH

E' un sentimento che l'accompagna da trent'anni e ce la svela su Pocket Magazine.

Quella ragazzina di Varazze aveva tanta voglia di lavorare nel mondo dello spettacolo che, di nascosto dalla madre, guidava la macchina fino a Milano per sostenere casting e provini. L’inizio di carriera di Giorgia Wurth sembra un po’ quello di Britney Spears: conduttrice per Disney Channel. Il parallelismo, comunque, finisce lì. Negli ultimi dieci anni la bionda protagonista di “Ex”, il film di Brizzi in uscita in questi giorni, ha fatto tv e cinema, radio e teatro. Ha anche trovato il tempo per laurearsi in giornalismo, scrivere canzoni, realizzare un video. Adesso, per non farsi mancare nulla, sta scrivendo un romanzo e si prepara alla nuova serie di “Un medico in famiglia”. E poi dicono che i trentenni di oggi non hanno voglia di lavorare. Giorgia si divide tra Roma, che lei definisce la città più bella del mondo (come darle torto?) e Parigi. Nella Capitale è arrivata nel 2003 per fare l’annunciatrice a Raitre. “Un posto – chiarisce – ottenuto con regolare provino. A volte capita”. L’impatto con la metropoli la lascia abbastanza sconcertata. «La puntualità fa parte del mio carattere, è una sorta di disciplina interiore che mi ha trasmesso il mio papà svizzero. Quando sono arrivata e ho visto che la gente arrivava un’ora in ritardo agli appuntamenti, due ore in ritardo alle cene, mi sono trovata un po’ a disagio. Ma Roma è talmente bella che le perdoni ogni difetto». Parigi invece? «Non ha il fascino di Roma, ma c’è più organizzazione. E l’offerta culturale è più vasta. Sotto il mio appartamento ci sono tre teatri, ogni anno vengono prodotti moltissimi film… da questo punto di vista se la passano molto meglio rispetto a noi». L’Italia vista dai tuoi amici francesi? «Il giudizio non è positivo, ma anche loro oggi hanno i loro problemi. Considerano Sarkozy un nuovo Berlusconi e non lo dicono come un complimento… ». Immagino che tu non abbia votato Berlusconi. «Non potrei proprio». Tra i tuoi “idoli” c’è Travaglio. «Lo stimo molto, sì. La sua battaglia sulle intercettazioni è sacrosanta, la difesa della legalità è un tema che dovrebbe interessare tutti gli italiani. Il brutto è che la soglia di indignazione ormai non esiste più». Su questo hai anche fatto un video, “Vergogna”. «Quello in realtà prendeva spunto sempre dalle intercettazioni, ma ai tempi del Governo Prodi e Mastella ministro della Giustizia. Ero schifata e un giorno mi sono svegliata con la voglia di dirlo. Ho buttato giù un testo e poi l’ho musicato». Il video è, come dire, particolare… «A cantare è un fondoschiena, che comunque non è mio. Se avessi un lato b così bello sarei anche stata la protagonista del video, invece mi sono limitata alla regia». Di cose bizzarre ne hai fatte, ad esempio il film “Capitan Basilico”. «Quello è un kolossal di fantascienza comica, Capitan Basilico è un supereroe in tuta verde che va ad aiutare le persone in difficoltà. Io sono la sua antagonista e la sua ex fidanzata, con il potere di miniaturizzare gli oggetti. Così un bel giorno decido di rimpiccolire i monumenti della Liguria e di portarmeli a casa, a partire dalla Lanterna di Genova». Non si può dire che non sia originale, ma chi l’ha visto? «È un film indipendente, al momento è stato distribuito solo nei cinema della Liguria. Ma in futuro dovrebbe passare in tv. E poi ci siamo talmente divertiti che ci sarà sicuramente un seguito». Hai fatto anche teatro: Sofocle, Flaiano… «Il palcoscenico sarebbe la mia vera passione, ti dà l’opportunità di esprimerti al 100%; il cinema è soprattutto occhi. Ma quella del teatro è un’elite abbastanza chiusa. Comunque vedere il tuo faccione sul grande schermo è una bella soddisfazione». I tuoi registi di riferimento? «Kubrik, Auzon». So che ti piace anche Lynch. «Ho visto tutti i suoi film. Non devi arrovellarti sul significato, li devi vivere come un’esperienza psichedelica, un trip». Per te drogarti e vedere Mulholland Drive è la stessa cosa? «Ma io non mi drogo, l’unica sostanza che ho provato è stata l’erba. Anzi, qualche canna me la faccio volentieri anche adesso. Però il parallelismo ci sta: Lynch ti propone un viaggio. Non è un cinema razionale, ma dell’inconscio». Registi italiani coi quali vorresti lavorare? «Saverio Costanzo. E ovviamente Ermanno Olmi, anche se questo rimarrà un sogno». Quanto meno gli hai parlato. «Sì, l’ho incontrato e ho anche pianto. È geniale: ascoltarlo è un’esperienza fantastica, sia per la forma che per i contenuti dei suoi discorsi. Potrei quasi innamorarmi di un uomo così». Quindi per te viene prima la testa e poi il resto. «Ma è inevitabile. Mi ci vedi con un tronista?». Uno che ti piace tanto? «Ferruccio De Bortoli». Il direttore del Sole 24 Ore. «Sì, è molto sexy. Elegante, affascinante. Appare sempre calmo e tranquillo, ma si capisce che sa il fatto suo». Torniamo al cinema: ami Lynch e Kubrick e poi reciti per Brizzi. «Questo film sarà una sorpresa. Fa piangere e fa ridere, in ogni scena c’è un’emozione forte. È una commedia corale e adulta, non è una storia per adolescenti». Avevi mai visto un film di Brizzi? «Vado a vedere Kitano. Penso di essere una delle poche in Italia. Sono una spettatrice atipica, fosse per me il cinema andrebbe in fallimento… ». Il blog del tuo sito internet è particolare quanto te: alterni considerazioni politiche a racconti fantastici, pensieri sui sentimenti e interventi di un porno attore. Fra le altre cose lanci un appello agli uomini: “Trattateci male!”. È uno scherzo o un desiderio autentico? «Entrambe le cose. Ma un po’ lo penso veramente. Non sono attratta dall’uomo tappetino, ma dall’uomo bastardo». Ci si potrebbe accordare per una via di mezzo. «Perché no: “Trattateci benino, tratteci malino”. Ma bene no. È un consiglio che do a tutti gli uomini: siate bastardi, non ve ne pentirete. Ovviamente questo atteggiamento va tenuto solo nelle fasi iniziali del rapporto, al momento del corteggiamento. Poi non avrebbe senso». Poniamo che tu mi chieda di uscire: se io ti rispondessi sì, tu non avresti più voglia di uscire con me; invece se io ti rispondessi no, tu moriresti dal desiderio di vedermi. «Ovvio, è proprio così». Passiamo oltre. Quante amiche hai? «Poche ma buone». Amici? «Anche quelli pochi. Amici veri, senza nessun retropensiero. Non avrebbero una storia con me nemmeno se fossi l’ultima donna sulla faccia della terra. Credo molto all’amicizia, più che all’amore. Perdonerei il tradimento di un fidanzato, ma non di un amico». Di che parla il tuo libro? «Posso solo dire che è la storia di una donna raccontata dal punto di vista di un uomo». Come ti trovi nei panni di un uomo? «Benissimo. Se potessi rinascerei uomo, ci sono molto vantaggi. Ad esempio un uomo con gli anni conquista fascino, una donna acquisisce rughe. Non è giusto per niente». Potresti avere una storia con un ragazzo molto più giovane di te? «Ma magari mi capita! Però una storia no, forse un’avventura». Hai mai provato attrazione per una donna? «È successo a 17 anni, una bella ragazza mora, in un locale. Ma non abbiamo concluso nulla». Quale pregio? «La riconoscenza». Il tuo idolo da bambina? «Sabrina Salerno, quel crocifisso gigantesco sulle tette enormi era un messaggio così dirompente. Perfetta sintesi di sacro e profano». Sei religiosa? «Vorrei, ma non ci riesco. Ho provato con Per un attore? «Non mi fidanzerei mai con un attore, una categoria di psicolabili pieni di problemi». Anche tu fai parte della categoria. «Infatti sono molto problematica. Per questo sarebbe auspicabile abbinarsi a una persona sana di mente» Che difetto ti riconosci oltre alla follia? «L’eterna insoddisfazione». tante religioni: nulla da fare». Cosa ti rifaresti dal chirurgo plastico? «Sicuramente non il seno, avere due corpi estranei là davanti sarebbe inquietante. E comunque inseguire la perfezione è una strada pericolosa». Cosa ti piace di te? «L’altezza. Un metro e settantatré: la misura ideale per una donna». Quale è il tuo stato d’animo attuale? «Inquieto. Ma in realtà è così da quando sono nata. Penso sempre troppo». Lo slogan di Giorgia. «Non è ciò che sei che ti frega, ma ciò che tu pensi di non essere». Io penso che l’intervista possa finire così. «E io penso che tu abbia ragione». Intervista di Germano Morosillo - Pocket Magazine

 

GIORGIA WURTH - Pocket Febbraio 2009