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GIORGIA WURTH: VI CHIAMERO' CICCIOLINI MIEI!
All’inizio
erano in tre: lei, Sarah Felberbaum e Violante Placido. In lizza per
interpretare la donna che ha fatto perdere milioni di diottrie agli
italiani, Moana Pozzi. E alla fine l’ha spuntata la figlia del
Commissario Cattani. Cicciolina invece sarà Giorgia Wurth, porcellana
italo-svizzera cresciuta in Liguria. Forse l’avrete vista in Ex di
Fausto Brizzi, dove si fa circuire amorevolmente da Claudio Bisio, o più
semplicemente vi sarete fatti incantare dai suoi occhi azzurri in un
qualunque annuncio Rai. O anche in Un posto al sole. O nella fiction Il
bene e il male. Insomma, è difficile che Giorgia Wurth passi
inosservata: ma come la vedete in queste pagine, credo sia accaduto
raramente. Anche perché se le riprese della fiction su Moana che andrà
in onda su Sky tra qualche mese – si sa poco altro – sono partite solo a
fine marzo, e balzato fuori dal nulla un hype raro per una produzione
made in Italy. Ci sembrava quindi opportuno parlarne con Giorgia, una
meticcia mezza zurighese e mezza ligure.
Ligure di dove?
Sono cresciuta a Varazze, dove tutti i milanesi come te hanno la seconda
casa!
In Ex interpreti una cassiera che viene intortata dallo psicologo
Bisio: nella vita sei mai stata intortata?
Quasi sempre, chi non lo è stato? Ora sono impegnata, spero che non mi stia
intortando.
Volevo chiederti di un film di cui ho letto nel tuo blog: Capitan
Basilico.
E’ un piccolo kolossal ligure, il regista è Massimo Morini, il leader dei
Buio Pesto. è un gruppo famosissimo in Liguria, riempie gli stadi, e fa
cover demenziali in cui Mistero di Ruggeri diventa Clistere! Interpreto una
supereroina cattivissima che miniaturizza i monumenti per vendicarsi dei
tradimenti di Capitan Basilico…
Parliamo di Moana Pozzi: secondo te perché ha segnato in questa
maniera irrimediabile il nostro immaginario?
Lei è diventata un mito perché è morta giovane, e morire giovane le ha
regalato l’eternità. è stata la prima pornostar “pensante”, una bellissima
donna, imponente, fredda, un po’ glaciale. Se riguardi le sue interviste,
quando era ospite in tv, aveva una testa. E ha segnato anche le donne.
Chi tra Moana e Cicciolina ha segnato di più gli italiani?
Entrambe. Erano complementari, anche a livello “artistico”, per come si
ponevano nei film, Cicciolina era come se dicesse “Prendimi, sono tua”,
mentre Moana era più “Prendimi, ma io resto mia”.
A quale delle due ti senti più simile?
Direi a nessuna delle due, mi sento decisamente poco geisha, con gli uomini
tendo a mostrare il lato peggiore di me. Se gli mostro il lato peggiore e
lui resta, allora vuol dire che mi ama.
Sei innamorata in questo momento?
Sì.
Cicciolina e Moana rientrano in quella golden age dell’hard che
sono stati gli anni ottanta: decennio irripetibile?
Ogni decennio lo è. Io poi ho una concezione del tempo circolare, ma è un
altro discorso. Per quanto ricordo di quegli anni, forse sono stati gli
ultimi in cui c’era ancora il concetto di trasgressione. Oggi la vera
trasgressione è la verginità, viviamo in un’epoca di pornografia
intellettuale.
Per interpretare Cicciolina quanti film suoi ti sei già vista?
Ne ho già visti due, Diva Futura e Cicciolina e Moana ai Mondiali, e
soprattutto quest’ultimo è un capolavoro del genere! C’è quell’attore che fa
Maradona, Ron Jeremy, basso, peloso, che è fantastico, ho cercato un po’ in
Internet, in America lo adorano… Cicciolina e Moana ai Mondiali è un cult
che decisamente consiglio.
Ci sono state un po’ di polemiche, con Cicciolina che da
Chiambretti si è lamentata di non essere stata interpellata… vi siete mai
viste di persona?
Purtroppo no, ma mi piacerebbe molto parlarci, organizzare un incontro,
davvero.
Guardi spesso Film hard?
Sì, in passato mi è capitato, ma per ridere! Poi ne guardi dieci minuti, vai
a mangiare, torni, non è che ti metti a seguire la trama con attenzione. Mi
hanno sempre fatto un effetto un po’ comico.
Sul tuo blog ho letto un intervento di Franco Trentalance…
Ci siamo conosciuti sul set di un horror in cui lui faceva il serial killer
e io la vittima, lui è un tipo molto zen, una persona molto piacevole. E poi
il mondo del porno mi ha sempre incuriosito, sono stata anche su un paio di
set, mi ha colpito molto, per gli attori ci vuole molta concentrazione.
Fai molta vita notturna o sei una donna da plaid e pantofole?
Zero vita notturna! Vivo a Roma, sto quasi sempre a casa, ogni tanto vado a
teatro, a cena da amici, e mi guardo le serie televisive: ultimamente sto
impazzendo per 24.
Perché gli esseri umani hanno questo bisogno di pornografia?
Innanzitutto, perché l’essere umano è anche e soprattutto un animale, ed è
una parte che non si può ignorare, e poi bisogna anche vedere che cosa
intendiamo per pornografia. Per me certi programmi in televisione sono
pornografia allo stato puro, e lo stesso vale per certi presentatori. Alla
fine i film hard sono onesti.
GIORGIA WURTH - MAXIM Aprile 2009


L'INQUIETUDINE DI GIORGIA WURTH
Quella ragazzina di Varazze aveva tanta voglia di lavorare
nel mondo dello spettacolo che, di nascosto dalla madre,
guidava la macchina fino a Milano per sostenere casting e
provini. L’inizio di carriera di Giorgia Wurth sembra un po’
quello di Britney Spears: conduttrice per Disney Channel. Il
parallelismo, comunque, finisce lì.
Negli ultimi dieci anni la bionda protagonista di “Ex”, il
film di
Brizzi in uscita in questi giorni, ha fatto tv e cinema,
radio e
teatro. Ha anche trovato il tempo per laurearsi in
giornalismo,
scrivere canzoni, realizzare un video. Adesso, per non farsi
mancare nulla, sta scrivendo un romanzo e si prepara alla
nuova serie di “Un medico in famiglia”. E poi dicono che i
trentenni di oggi non hanno voglia di lavorare.
Giorgia si divide tra Roma, che lei definisce la città più
bella
del mondo (come darle torto?) e Parigi. Nella Capitale è
arrivata nel 2003 per fare l’annunciatrice a Raitre. “Un
posto
– chiarisce – ottenuto con regolare provino. A volte
capita”.
L’impatto con la metropoli la lascia abbastanza sconcertata.
«La puntualità fa parte del mio carattere, è una sorta di
disciplina
interiore che mi ha trasmesso il mio papà svizzero. Quando
sono
arrivata e ho visto che la gente arrivava un’ora in ritardo
agli appuntamenti,
due ore in ritardo alle cene, mi sono trovata un po’ a
disagio.
Ma Roma è talmente bella che le perdoni ogni difetto».
Parigi invece?
«Non ha il fascino di Roma, ma c’è più organizzazione. E
l’offerta culturale
è più vasta. Sotto il mio appartamento ci sono tre teatri,
ogni
anno vengono prodotti moltissimi film… da questo punto di
vista se
la passano molto meglio rispetto a noi».
L’Italia vista dai tuoi amici
francesi?
«Il giudizio non è positivo, ma
anche loro oggi hanno i loro problemi.
Considerano Sarkozy un
nuovo Berlusconi e non lo dicono
come un complimento… ».
Immagino che tu non abbia
votato Berlusconi.
«Non potrei proprio».
Tra i tuoi “idoli” c’è Travaglio.
«Lo stimo molto, sì. La sua battaglia
sulle intercettazioni è sacrosanta,
la difesa della legalità
è un tema che dovrebbe interessare
tutti gli italiani. Il brutto
è che la soglia di indignazione
ormai non esiste più».
Su questo hai anche fatto
un video, “Vergogna”.
«Quello in realtà prendeva spunto
sempre dalle intercettazioni,
ma ai tempi del Governo Prodi
e Mastella ministro della Giustizia.
Ero schifata e un giorno mi
sono svegliata con la voglia di
dirlo. Ho buttato giù un testo e
poi l’ho musicato».
Il video è, come dire, particolare…
«A cantare è un fondoschiena,
che comunque non è mio. Se
avessi un lato b così bello sarei
anche stata la protagonista del
video, invece mi sono limitata
alla regia».
Di cose bizzarre ne hai fatte,
ad esempio il film “Capitan
Basilico”.
«Quello è un kolossal di fantascienza
comica, Capitan Basilico
è un supereroe in tuta verde
che va ad aiutare le persone in
difficoltà. Io sono la sua antagonista
e la sua ex fidanzata, con
il potere di miniaturizzare gli
oggetti. Così un bel giorno decido
di rimpiccolire i monumenti
della Liguria e di portarmeli a
casa, a partire dalla Lanterna di
Genova».
Non si può dire che non sia
originale, ma chi l’ha visto?
«È un film indipendente, al momento
è stato distribuito solo
nei cinema della Liguria.
Ma in futuro dovrebbe passare in tv.
E poi ci siamo talmente divertiti che ci sarà
sicuramente un seguito».
Hai fatto anche teatro: Sofocle,
Flaiano…
«Il palcoscenico sarebbe la mia vera passione,
ti dà l’opportunità di esprimerti al 100%;
il cinema è soprattutto occhi. Ma quella del
teatro è un’elite abbastanza chiusa. Comunque
vedere il tuo faccione sul grande
schermo è una bella soddisfazione».
I tuoi registi di riferimento?
«Kubrik, Auzon».
So che ti piace anche Lynch.
«Ho visto tutti i suoi film. Non devi arrovellarti
sul significato, li devi vivere come un’esperienza
psichedelica, un trip».
Per te drogarti e vedere Mulholland
Drive è la stessa cosa?
«Ma io non mi drogo, l’unica sostanza che
ho provato è stata l’erba. Anzi, qualche
canna me la faccio volentieri anche adesso.
Però il parallelismo ci sta: Lynch ti propone
un viaggio. Non è un cinema razionale, ma
dell’inconscio».
Registi italiani coi quali vorresti lavorare?
«Saverio Costanzo. E ovviamente Ermanno
Olmi, anche se questo rimarrà un sogno».
Quanto meno gli hai parlato.
«Sì, l’ho incontrato e ho anche pianto. È
geniale: ascoltarlo è un’esperienza fantastica,
sia per la forma che per i contenuti
dei suoi discorsi. Potrei quasi innamorarmi
di un uomo così».
Quindi per te viene prima la testa e
poi il resto.
«Ma è inevitabile. Mi ci vedi con un tronista?».
Uno che ti piace tanto?
«Ferruccio De Bortoli».
Il direttore del Sole 24 Ore.
«Sì, è molto sexy. Elegante, affascinante.
Appare sempre calmo e tranquillo, ma si
capisce che sa il fatto suo».
Torniamo al cinema: ami Lynch e Kubrick
e poi reciti per Brizzi.
«Questo film sarà una sorpresa. Fa piangere
e fa ridere, in ogni scena c’è un’emozione
forte. È una commedia corale e adulta, non
è una storia per adolescenti».
Avevi mai visto un film di Brizzi?
«Vado a vedere Kitano. Penso di essere una
delle poche in Italia. Sono una spettatrice
atipica, fosse per me il cinema andrebbe in
fallimento… ».
Il blog del tuo sito internet è particolare
quanto te: alterni considerazioni politiche
a racconti fantastici, pensieri sui
sentimenti e interventi di un porno attore. Fra le altre
cose lanci un
appello agli uomini: “Trattateci male!”. È
uno scherzo o un desiderio autentico?
«Entrambe le cose. Ma un po’ lo penso veramente.
Non sono attratta dall’uomo tappetino,
ma dall’uomo bastardo».
Ci si potrebbe accordare per una via
di mezzo.
«Perché no: “Trattateci benino, tratteci
malino”. Ma bene no. È un consiglio che do
a tutti gli uomini: siate bastardi, non ve ne
pentirete. Ovviamente questo atteggiamento
va tenuto solo nelle fasi iniziali del rapporto,
al momento del corteggiamento. Poi non
avrebbe senso».
Poniamo che tu mi chieda di uscire:
se io ti rispondessi sì, tu non avresti
più voglia di uscire con me; invece se
io ti rispondessi no, tu moriresti dal
desiderio di vedermi.
«Ovvio, è proprio così».
Passiamo oltre. Quante amiche hai?
«Poche ma buone».
Amici?
«Anche quelli pochi. Amici veri, senza nessun
retropensiero. Non avrebbero una storia con
me nemmeno se fossi l’ultima donna sulla
faccia della terra. Credo molto all’amicizia,
più che all’amore. Perdonerei il tradimento
di un fidanzato, ma non di un amico».
Di che parla il tuo libro?
«Posso solo dire che è la storia di una donna
raccontata dal punto di vista di un uomo».
Come ti trovi nei panni di un uomo?
«Benissimo. Se potessi rinascerei uomo, ci
sono molto vantaggi. Ad esempio un uomo
con gli anni conquista fascino, una donna
acquisisce rughe. Non è giusto per niente».
Potresti avere una storia con un ragazzo
molto più giovane di te?
«Ma magari mi capita! Però una storia no,
forse un’avventura».
Hai mai provato attrazione per una
donna?
«È successo a 17 anni, una bella ragazza
mora, in un locale. Ma non abbiamo concluso
nulla».
Quale pregio?
«La riconoscenza».
Il tuo idolo da bambina?
«Sabrina Salerno, quel crocifisso gigantesco
sulle tette enormi era un messaggio
così dirompente. Perfetta sintesi di sacro e
profano».
Sei religiosa?
«Vorrei, ma non ci riesco. Ho provato con
Per un attore?
«Non mi fidanzerei mai con un attore, una
categoria di psicolabili pieni di problemi».
Anche tu fai parte della categoria.
«Infatti sono molto problematica. Per questo
sarebbe auspicabile abbinarsi a una
persona sana di mente»
Che difetto ti riconosci oltre alla follia?
«L’eterna insoddisfazione».
tante religioni: nulla da fare».
Cosa ti rifaresti dal chirurgo plastico?
«Sicuramente non il seno, avere due corpi
estranei là davanti sarebbe inquietante. E
comunque inseguire la perfezione è una
strada pericolosa».
Cosa ti piace di te?
«L’altezza. Un metro e settantatré: la misura
ideale per una donna».
Quale è il tuo stato d’animo attuale?
«Inquieto. Ma in realtà è così da quando sono
nata. Penso sempre troppo».
Lo slogan di Giorgia.
«Non è ciò che sei che ti frega, ma ciò che tu
pensi di non essere».
Io penso che l’intervista possa finire
così.
«E io penso che tu abbia ragione».
Intervista
di Germano Morosillo - Pocket Magazine