FEDERICA PELLEGRINI: "Nuoto per amore"

La campionessa: «Soffrivo perché dovevo sempre dimostrare qualcosa» - fonte Lastampa.it

L’estate di Federica Pellegrini finisce su una barca, in Grecia, pomeriggi di sole passati a guardare il fidanzato, Luca Marin, e a chiedersi che faccia farà quando leggerà l’autobiografia della sua ragazza, «perché starò lì a fissarlo mentre sfoglia quel libro». «Io nuoto per amore» (Mondadori, 16 euro) esce martedì. È l’ultimo pezzo della stagione in solitaria di Federica, senza rivali ai Mondiali di Roma dove ha vinto due ori con due nuovi record del mondo, senza spalle coperte negli scontri con la federazione e senza filtri nel racconto di sé stessa.

Le persone famose di solito cercano privacy, lei nel momento di massima celebrità ha deciso di svelare ogni segreto?
«La mia esperienza può servire. Consiglio il libro alle mie coetanee, sapere che una persona di successo è passata attraverso momenti così bui può aiutare. Io ho sempre tenuto un diario e il libro nasce da lì. Come è normale, scrivevo di più quando le cose non funzionavano e ho pensato di non mettere censure. Solo così potevo essere d’aiuto».
Inizia con un attacco di panico: «Oddio, non respiro. Giro la testa, ma non entra aria. Calma, Fede, rallenta e riprenditi. No, non ce la faccio». Quante volte ha pensato di non farcela?
«Tante. Ho vissuto momenti di solitudine profonda nel periodo passato a Milano. Avevo quindici anni, ero spiazzata, soffrivo di disturbi alimentari, un’adolescente in crisi».
E quale era il problema?
«Come scrivo nel primo capitolo, fin da piccola ho dovuto dimostrare qualcosa. Agli altri che ero forte, a papà che potevo farcela, ai miei allenatori che ero una fuoriclasse. Il mio corpo e la mia mente hanno cominciato a ribellarsi. Il disagio è l’incapacità di corrispondere a un modello che ci siamo creati nella mente».
Come ne è uscita?
«Conciliando la campionessa con l’essere umano. E vale per tutti, chiunque deve mettere d’accordo un pubblico e un privato. Io ho soffocato il privato per un po’, ora quando sento gli sportivi dire di non avere tempo per vivere mi viene la pelle d’oca. Un conto sono i sacrifici, necessari, e un altro l’equilibrio. Io ho capito che la Pellegrini doveva lasciare aria a Federica, funziono solo se le due parti si rispettano»....
Il suo fidanzato non è preoccupato per queste aspettative?
«È presto, non facciamo discorsi seri. Il matrimonio è lontano».
Che posto ha lui nella biografia?
«È la parte divertente. Lo svelo piano piano, parlo dei particolari che hanno trasformato un’amicizia in amore. Le pagine che riguardano Luca sono un gioco, spero che a lui piacciano».
Come mai non gli ha fatto ancora leggere il libro?
«Meglio così, niente condizionamenti. Sarà una sorpresa e non mi voglio perdere la sua faccia».
Perché mai ha deciso di posticipare il viaggio in America?
«Per gratitudine. Avevo programmato sei mesi negli Stati Uniti, volevo partire a metà settembre ma il mio allenatore, Alberto Castagnetti, si deve operare e quando l’ho sentito al telefono ho capito che aveva una fifa blu. Non potevo lasciarlo solo. Gli devo troppo e sarebbe stato di un egoismo assurdo piantarlo in asso».
Lui come ha reagito?
«Ha detto: allora mi vuoi veramente bene».....
E che risultati vuole raggiungere dopo aver vinto tutto?
«Vorrei prendermi un record senza super costumi»....
Qualcosa l’ha stupita dei Mondiali in Italia?
«Phelps che ha perso».
Paura che prima o poi le succeda lo stesso?
«Io ho imparato a perdere da piccola, ora sono pronta ad affrontare anche le situazioni difficili. Una sconfitta non può definire chi sei».
Ci sono molte critiche sul mondo del nuoto perché non fate prelievi di sangue per i controlli antidoping.
«Hanno ragione: dovrebbero esserci, io vorrei che ce li facessero tutti i giorni».

FEDERICA PELLEGRINI - Fotogallery Chi n. 34-2009